Goal impossibili: Paloschi debutto e goal in 18 secondi

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Alberto Paloschi vs Siena: torneo 2007 – 2008 Il Milan non riesce a sbloccare la partita contro il Siena a causa anche delle molteplici assenze (Gattuso, Kaka, Pato, Gilardino). Le occasioni latitano e per questo Carletto Ancelotti decide di giocarsi l’ultima carta e di far esordire in Serie A il giovane Paloschi proveniente dalla squadra primavera. Al minuto 63 avviene l’impensabile: dopo appena 18 secondi dal suo ingresso, Seedorf serve una palla d’oro a Paloschi che dal limite dell’area si inventa un gol pazzesco che fa esplodere San Siro e che gli cambia per sempre la vita. Con Ancelotti che si commuove in panchina e con i tifosi in visibilio, la vita del calciatore cambia.

Trezeguet, goal scudetto in Milan – Juventus 2005

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David Trezeguet vs Milan: In una giornata primaverile del 2005 (8 maggio), Milan e Juventus si affrontano in una sfida che vale lo scudetto. La Juventus è prima a 79 punti, il Milan secondo a 76 punti quando mancano 4 giornate alla fine del torneo. La partita la gioca prevalentemente il Milan con la Juve che gioca di contropiede. Al 28-esimo minuto Del Piero si inventa una splendida rovesciata con la quale mette in mezzo all’area un pallone che Trezeguet deve solo spingere in porta sotto gli occhi increduli di Maldini e Stam. È il gol che vale il 28-esimo scudetto della Juventus (poi revocato) e che risolve una volta per tutte la contesa tra i Torinesi e il Milan durata un’intera stagione. Rimarrà per sempre nella memoria e nel cuore di tutti i tifosi della Juventus.

 

El Shaarawy come Pato? Buffa lo aveva predetto

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El Shaarawy dice addio al Milan, che incassa 16 milioni di euro, e si trasferisce in Costa Azzurra: lo attende il Monaco, club che vuole presto tornare ai fasti del tempo che fu e che dopo l’eliminazione ai quarti di Champions League ad opera della Juventus, pare aver ripreso il passo giusto per tornare fra le grandi d’Europa. Ma Federico Buffa ci aveva visto giusto allora, quando aveva azzardato un paragone fra Pato e il Faraone….

Alfred Ormonde Edwards, il primo presidente straniero del Milan

Alfred Ormonde Edwards fu, nel 1899, il primo presidente del Milan ed assieme a Kilpin, uno dei fondatori. Il nome ufficiale del club rossonero era Milan Foot-Ball and Cricket Club, oggi diventato AC Milan. La sede in quell’epoca venne stabilita presso la Fiaschetteria Toscana di Via Berchet 1. La scelta dei colori rosso e neri fu così motivata da Kilpin: “Noi saremo rossi, perchè saremo dei diavoli, e neri, come la paura che incuteremo agli avversari”.

Edward, ultimo di nove figli, era nato a Nottingham in Inghilterra nel 1870 e, appartenente ad una famiglia agiata, si trasferì nel corso della rivoluzione industriale in Italia, a Torino, dove svolse l’attività di perito tessile. Appassionato cultore del calcio, trasferendosi a Milano si impegnò nella nascita di un club, pur esistendo già nel capoluogo lombardo il Mediolanum, che però praticava una forma di calcio non tipicamente anglosassone. Il nuovo club aveva due sezioni, calcio e cricket.

L’atto di fondazione del club è così riportato: “..I sottoscritti soci, che appongono la firma per l’impegno che si assumono, dichiarano di fondare una Società Sportiva che prende la denominazione di Milan Cricket and Football Club, con lo scopo di diffondere il gioco del football e di praticare il cricket nella misura più ampia possibile…“: Fra i presenti c’è anche Alfred Edwards che i soci eleggono come Presidente, il primo nella storia del club rossonero. L’inglese resse la neonata società fino al 1909,  pur delegando la gestione a Nathan per gli impegni professionali, periodo in cui il Milan vinse i primi scudetti (1901-06-07) e la Medaglia del Re.

E’ in suo onore che il club ha mantenuto l’ortografia inglese e la pronuncia di “Milano” invece del nome italiano di “Milano”. Data e luogo di morte di Edwards non sono tuttora noti: si sa soltanto che dopo il 1909 ritornò in patria.

Inzaghi non molla: nulla è deciso

E’ un Pippo Inzaghi che non demorde: la sconfitta in rimonta subita contro la Fiorentina, che con ogni probabilità esclude  per il secondo anno consecutivo il Milan dall’Europa, non spegne gli ardori del tecnico rossonero che subito dopo il match ai microfoni di Sky dichiara di non voler fare alcun passo indietro.

“Ho visto un buon Milan, come non giocava da tempo, anche se il risultato è negativo. Dobbiamo ripartire dalla prestazione. Il mio futuro? Non ho bisogno di rassicurazioni, vado avanti”.  E nel breve si vede ancora rossonero: “Visto il Milan di dicembre. Dovremmo essere più avanti in classifica, ma abbiamo avuto tante difficoltà e infortuni. Dalla prestazione di stasera possiamo ripartire: avremmo meritato di vincere e siamo incazzati per questo, ma la squadra ha dato tutto. Era da un po’ di tempo che non vedevo un Milan così”.

Fiorentina – Milan Serie A 2012-13 HL

Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Savic (30′ Compper), Tomovic; Cuadrado, Aquilani, Borja Valero, Pizarro, Pasqual; Jovetic (45′ Romulo), Ljajic (36′ st Migliaccio). A disp.: Neto, Sissoko, Lupatelli, Larrondo, Llama, Wolski, Bernardeschi, Toni. All. Montella.

Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Zapata, De Sciglio; Flamini (33′ st Niang), Montolivo, Muntari (1′ st Nocerino); Boateng (39′ st Pazzini), Balotelli, El Shaarawy. A disp.: Amelia, Gabriel, Robinho, Nocerino, Constant, Bojan, Bonera, Yepes, Antonini, Zaccardo. All. Allegri.

Arbitro: Tagliavento

Marcatori: 14′ Montolivo (M), 17′ st Flamini (M), 21′ st rig. Ljajic (F), 28′ st rig. Pizarro (F)

Ammoniti: Cuadrado, Aquilani, Roncaglia (F); Montolivo, Muntari, Nocerino, Balotelli (M)

Espulsi: Tomovic (F)