Cristiano Ronaldo: doppietta vs Malmo, diventa bomber all-time del Real Madrid

cristiano ronaldo

Non è serivito al Malmo lo stratagemma di ridurre il terreno da gioco prima del match di Champions League contro il Real Madrid: con il 2-0 di ieri sera, siglato da Cristiano Ronaldo, il portoghese è diventato il bomber di tutti i tempi della storia delle merengues. Ma qui entra in gioco una curiosità: se per la totalità dei siti e dei media CR7, al momento, è arrivato a quota 323 ( in sole 308 partite!) nella classifica di tutti i tempi, raggiungendo Raul, per Marca il numero 7 madrileno è invece già l’attuale top-scorer con 324.

La questione nasce in quanto i tabellini di Marca, storico quotidiano sportivo della capitale e da sempre molto vicino ai bianchi di Spagna, fanno fede per la classifica dei cannonieri (Pichichi). Nel settembre 2010, il Real Madrid sbancò il campo del Real Sociedad per 2-1, con la rete della vittoria che arrivò in seguito ad una punizione calciata da Cristiano Ronaldo. La sfera colpì in barriera Pepe e finì alle spalle del portiere basco: il giornalista inviato da Marca indicò nel tabellino il portoghese come autore del goal, facendo così nascere il contraddittorio fra gli amanti della statistica.

Tuttavia non ci sono molti dubbi sul fatto che CR7 non possa diventare ben presto il vero primatista della storia del Real Madrid. E nel prossimo week-end c’è il derby con l’Atletico…..

I soprannomi delle squadre in Inghilterra

Il culto dei soprannomi delle squadre di calcio, una tradizione tipicamente inglese

loghi squadre inglesi

In Inghilterra i tifosi, e non solo, sono soliti chiamare la propria squadra non con il nome della ragione sociale nota a noi tutti, ma con soprannomi che caratterizzano in modo specifico la squadra. Questi soprannomi sono entrati fin da subito nella storia di ogni società e sono considerati al pari dei colori sociali o dello stemma.
Alcuni sottolineano i forti legami con la città di appartenenza e lo stadio dove ogni settimana si gioca, altri sono veramente divertenti, altri ancora invece riguardano direttamente le origini di questo o quell’altro club.

Oggi vogliamo analizzare nello specifico quello di quattro compagini inglesi tutte con sede nella capitale inglese.
Come non iniziare con i campioni in carica del Chelsea proseguendo poi con i rivali cittadini del Fulham, quest’anno purtroppo in Premiership, e sempre restando a Londra esamineremo i soprannomi del Crystal Palace e del QPR.
I giocatori di Mourinho, vincitori di ben quattro titoli nell’ultimo decennio, vengono soprannominati “The Blues” per il colore che ha sempre caratterizzato il club di Stamford Bridge fin dalla fondazione, avvenuta nel 1905. La scelta del blu è dovuta al colore di scuderia del primo presidente del Chelsea.

La squadra più antica di Londra invece è il Fulham, che dal 1896 gioca nello storico stadio di Craven Cottage, ed è proprio dal nome del famosissimo stadio che è nato il soprannome “The Cottagers”. Il terreno, su cui fu costruito lo stadio, apparteneva al barone William Craven, che nel 1780 fece edificare il proprio cottage. Un secolo dopo circa, i dirigenti del club londinese visitarono il luogo con l’intenzione di acquisirlo per stabilirne la casa sportiva dei bianconeri. Si arrivò ad un accordo, che prevedeva la cessione dei terreni in cambio di una percentuale sui prezzi dei biglietti.

A pochi passi dalla sede del Chelsea e del Fulham si trova lo stadio del QPR: la squadra dell’ovest di Londra è soprannominata “Hoops” (cerchi), conseguenza delle strisce orizzontali di colore blu che caratterizzano la divisa sociale e che somigliano sempre meno nel tempo a cerchi, usati in passato per distinguere le maglie del QPR da quelle del Tottenham.
Per chiudere vogliamo prendere in esame la squadra del Crystal Palace, “The Glaziers” (i vetrai). La sede della squadra del Sud di Londra è molto vicina al luogo dove era stato costruito il Palazzo di Cristallo, struttura in vetro progettata per l’Esposizione Universale che si è tenuta a Londra nel 1851.
Siamo disponibili ad assecondare le vostre richieste sui soprannomi delle squadre inglesi e non solo nel nostro prossimo appuntamento con la rubrica “Il culto dei soprannomi”.

Autore: Alessandro Borre

La Favola Leicester: Ranieri profeta in Premier League?

ranierileicester

In Inghilterra oramai non si parla d’altro, il Leicester dopo sei partite di Premier League sta stupendo tutti, compagine delle Midlands orientali dell’Inghilterra, terza in campionato, è guidata in panchina da un allenatore italiano che il calcio inglese lo conosce molto bene, Sir Claudio Ranieri.

In sei partite di campionato ha racimolato 12 punti ed è l’unica squadra imbattuta facendo meglio di squadre molto più blasonate come Liverpool o Chelsea. Questi dodici punti sono stati raggiunti grazie alla vittorie contro Sunderland, West Ham e Aston Villa e ai pareggi con Tottenham, Bournemouth e Stoke City (ultimo in ordine cronologico).
Alla squadra di Ranieri deve anche essere riconosciuto il merito di essere il miglior attacco con all’attivo 13 goal segnati , 5 dei quali sono opera dell’attaccante esterno di origine algerina Riyad Mahrez, che guida la classifica marcatori del campionato.
Il giocatore classe 91 è stato prelevato dal Le Havre nel 2014 e dopo una stagione in chiaroscuro con la maglia delle “Foxes” (2014-2015) sembra pronto al salto di qualità e a sbocciare definitivamente.

Scorrendo la rosa del Leicester troviamo due conoscenze del campionato italiano, il difensore ex-atalantino Yohan Benalouane e il centrocampista svizzero con grande esperienza Gokhan Inler prelevato dal Napoli, i due non stanno trovando molto spazio, ma siamo sicuri ne troveranno in futuro.
Fino ad ora la squadra delle Midlands non si è imbattuta nei top club inglesi, ma già sabato ospiterà l’Arsenal e avrà davanti a sé la prima prova del nove.
Solo il tempo ci potrà dire se la favola del Leicester rimarrà tale o diventerà solida realtà.

Autore: Alessandro Borre

Macabro manichino di Valbuena appeso in Marsiglia – Lione

marsiglia manichino valbuena

Nel corso del posticipo domenicale di Ligue 1 che vedeva sfidarsi le compagini dell’ Olimpique Marsiglia ed Olimpique Lione si è verificato un atto di inciviltà che sempre più spesso siamo abituati a vedere nei nostri campi.
I due giocatori dell’OL, Jérémy Morel e Mathieu Valbuena, sono stati costantemente presi di mira dal pubblico di casa in quanto due ex della compagine del Sud della Francia.
Solitamente i tifosi fischiano gli ex, ma in questo caso si sono superati e ogni discesa sula fascia del terzino francese o ogni calcio d’angolo battuto dal fantasista costituiva un pretesto per lanciare in campo bottiglie di plastica e di vetro oltre agli abituali rotoloni di carta e fumogeni.

Il peggio si è però verificato quando i tifosi di casa hanno issato un fantoccio dalle sembianze del trequartista francese e mostrandolo nel settore più caldo della tifoseria marsigliese.
L’arbitro giustamente ha interrotto la partita per un quarto d’ora e proprio in questo lasso di tempo si è palesata ancor di più l’inciviltà dei tifosi che non hanno smesso di cantare cori offensivi nei confronti degli avversari e creare problemi rischiando di danneggiare la propria squadra con un 0-3 a tavolino. La partita poi è proseguita senza ulteriori problemi ed è terminata con un pareggio (1-1 ndr).

Per il bene del calcio e dell’immagine che questo ha nel Mondo spero che vengano presi provvedimenti da parte della Federcalcio francese e non solo; perché il verificarsi di eventi come quello dell’altra sera, che non hanno nulla a che fare con il calcio e danneggiano solamente i tifosi e le famiglie, non dovrebbero accadere mai più.

Autore: Alessandro Borre

Porto Champions 2003-04: quando inizia la leggenda Mourinho

porto champions league

Una nuova campagna europea è alle porte, quando è in pieno svolgimento il secondo turno preliminare di accesso alla Champions League, la massima competizione per clubs che ha completato con la finale di Berlino la 60-esima edizione. Negli ultimi anni le sorprese sono state sempre poche a dispetto delle tantissime conferme e dello strapotere nelle mani di poche big.

L’ultima vera e grande sorpresa risale alla stagione 2003-2004 in cui il Porto vinse il trofeo continentale e Mourinho iniziò la sua carriera di vincente che lo ha portato a diventare uno degli allenatori con più trionfi ( e fra i più pagati). Dopo aver chiuso la fase a gironi al secondo posto (dietro Real Madrid e davanti a Marsiglia e Partizan Belgrado), il Porto affrontò il Manchester United agli ottavi di finale. La squadra inglese allenata da Ferguson era una delle più forti in quel momento; dopo la vittoria casalinga per 2-1, i portoghesi, grazie ad un gol di Costinha al novantesimo all’Old Trafford, si regalarono l’accesso ai quarti di finale.

In casa al Dragao, i francesi del Lione furono battuti con il più classico dei risultati, il 2-0. Al ritorno, una rete di Maniche nei primi minuti, spense subito l’ardore dei transalpini che rimediarono in extremis il pareggio in un match che si concluse per 2-2.

In semifinale si presentò davanti alla banda di Mourinho un’altra outsider: gli spagnoli del Deportivo La Coruna, che avevano precedentemente eliminato in sequenza le due finaliste dell’edizione precedente, Juventus con un doppio 1-0 e Milan, superato dopo la sconfitta a San Siro per 4-1 e demolito in casa per 4-0.

La squadra spagnola si confermò un osso duro da battere: l’andata, ancora in casa, si chiude a reti inviolate, ma al ritorno, un rigore di Derlei è sufficiente per superare l’ostacolo Depor e far volare porta l’undici portoghese in finale.

Nell’ultimo atto non c’è storia, il Porto batte il Monaco 3-0 e si aggiudica la sua seconda Coppa Campioni, dopo il successo, anche allora sorprendente, del 1987 contro il Bayern Monaco. La squadra piena zeppa di futuri campioni (Maniche,Carvalho e Deco fra tutti) verrà ricordata e celebrata per sempre in madrepatria. Ad oggi la vittoria del Porto è considerata come l’ultima grande sorpresa nel torneo della Coppa dalle Grandi Orecchie. Con l’Europa League del 2011 tuttavia il Porto si è confermata squadra da battere non solo in Portogallo ma anche in Europa: vedremo presto se nella prossima stagione i Leoni del Dragano sapranno riservare qualche sorpresa.

Autore: Angelo Losco

Rangers Glasgow: 2015-16 alla caccia della promozione e dell’Old Firm

rangers

C’era una volta l’Old Firm, gli scontri accesi sul prato verde tra il Celtic Glasgow che rappresenta la parte cattolica della Scozia, e i Rangers, la parte protestante della Nazione. Sono lontani i tempi in cui le due squadre si affrontavano, dando vita a vere proprie lotte che non appassionavano solamente la Scozia, ma l’Europa intera. La rivalità che esisteva ed esiste tra le due squadre non si limita solamente al calcio, l’Old Firm è uno scontro tra due correnti di pensiero, due fedi e due idee diverse. Ma tutto questo non era destinato a durare, qualcosa si rompe nell’equilibrio che lega le due squadre scozzesi.

Nel 2012 i Rangers scompaiono dal calcio professionistico retrocedendo per la prima volta in 140 anni di storia; di colpo la squadra più titolata al mondo (115 titoli) e anche la più antica di Scozia non esiste più. È un trauma per i milioni di tifosi dei Gers che non riescono a rendersi conto di cosa sia successo. Il Celtic rimane l’unica squadra competitiva nella Premier League scozzese, vincendo scudetti su scudetti e regnando sulle altre troppo deboli per la corazzata bianco-verde, ma questa è un’altra storia. Il Rangers football club deve ricominciare da zero, dalla Third Division scozzese, equivalente alla nostra serie D e per farlo acquista giocatori di livello superiore, come il difensore centrale Nelson Cribari (ex di Lazio e Napoli) e il difensore Goian (ex Palermo). All’inizio il cammino è duro e la squadra non riesce ad ingranare; è come stare all’inferno per i tifosi che hanno visto la propria squadra vincere la Coppa delle Coppe al Camp Nou nel 1972 e ora sono costretti a vederla giocare in campi di periferia, nell’anonimato generale e senza essere presi in considerazione da nessuno. La prima partita di campionato fu pareggiata 2-2 in casa del Peterhead, ma da lì la strada sarà in salita e in pochi anni la squadra riesce a vincere la Third Division e la Second Division (poi ribattezzata Scottish League One).

Rimane l’unico grande ostacolo per essere promossi in Premier League, vincere la Championship. Nel 2014-15 i ragazzi di Stuart McCall non ci riescono, finiscono e terzi e perdono la finale play-off contro il Motherwell. Un altro anno di Purgatorio da scontare li aspetta e i Teddy Bears partono ancora una volta da favoriti con il proprio capitano di una vita McCulloch che si caricherà la squadra sulle spalle; alcuni team possono dare del filo da torcere alla società di Glasgow , in particolare l’Hibernian di Malonga (ex Cesena) e il temibile Livingston: appuntamento fissato per l’inizio del campionato, 8 Agosto. Ma dal 2012 ad oggi la strada fatta è tanta, tantissima. Una delle più grande gioie ( forse l’unica) di questi anni è stata quella di rigiocare con gli acerrimi rivali del Celtic in semifinale di Coppa di Lega lo scorso febbraio. La partita finisce 2-0 per i bianco-verdi, ma l’Old Firm è tornato e finalmente il calcio Scozzese può far emozionare migliaia di tifosi, come prima, come sempre.

Autore: Angelo Losco

Iker Casillas: tributo al portiere – leggenda del Real Madrid

casillas

Iker Casillas è ormai destinato a salutare il Real Madrid. La sua prossima destinazione sarà il Porto e se geograficamente, la distanza non è enorme, gigantesco sarà il vuoti , tecnico e d’affetto, che lascerà nel cuore dei tifosi dei blancos. Ecco il giusto tributo al portiere (725 presenze!) che può vantare un palmares invidiabile con il Real:

5 Liga – 4 Supercoppe di Spagna – 2 Coppe del Re – 3 Champions League – 2 Supercoppe Europee – 2 Coppe Intercontinentali/ Mondiali per Clubs

Chelsea: offerta shock per usare Wembley

Wembley-Stadium-in-UK_Aerial-view_5495
Il Chelsea ha presentato un offerta pari a 11 milioni di sterline (circa 15 milioni euro) all’anno per utilizzare il Wembley Stadium, come casa temporanea in sostituzione di Stamford Bridge, sottoposto a lavori di ammodernamento. L’offerta dei Blues supera quella dei rivali del Tottenham, fissata a soli 8 milioni che avrebbero bisogno di uno stadio alternativo a partire dal 2017, quando daranno il via alla ristrutturazione di White Hart Lane.

Secondo il Times, il Chelsea avrebbero sparato subito alto, in modo da avere una sede fissa per il triennio che partirà dalla stagione 2017-18.
E bene ricordare che nessuno dei clubs di Premier League potrebbe utilizzare la piena capienza di 90.000 posti a causa del limite del numero di eventi che possono essere tenuti preso il mitico stadio londinese.. Ma come rivela il portale inglese Sportsmail, le restrizioni possono essere aggirate limitando a 50.000 posti la capienza, ottenibile chiudendo l’accesso all’anello superiore.

Nelle scorse settimane Roman Abramovich aveva presentato la nuova casa dei Blues, un vecchio pallino del magnate russo: sulle ceneri di Stamford Bridge sorgerebbe un’arena di 60.000 posti (adesso sono 41.000) ad immagine e  somiglianza della Cattedrale di Westminster, con un costo impressionante stimato in circa 700 milioni di euro!

Cristiano Ronaldo vende i diritti d’immagine al boss del Valencia!

 

ronaldo

Cambio aziendale in casa Cristiano Ronaldo: CR7 ha infatti annunciato la vendita dei suoi diritti d’immagine al magnate di Singapore Peter Lim, principale azionista del Valencia, club che milita nella Liga. Con un messaggio pubblicato sul sito personale, Ronaldo ha dichiarato di aver compito una mossa strategica per lo sviluppo nel mercato asiatico.

“sono molto emozionato nell’annunciare il mio ultimo accordo con l’impresa Mint Media, di proprietà del mio buon amico Peter Lim, imprenditore di Singapore, in merito all’acquisizione dei miei diritti d’immagine.

Nel 2013 i diritti furono oggetto del contratto con il Real Madrid, quando venne accordato all’asso portoghese il rinnovo del vincolo fino al 2018 e CR7 mantenne il controllo di più del 50% dei diritti.

Messi rifiuta il premio: la federazione paga 44K euro di multa!!

 

messi

Messi fu indicato al termine del match di Coppa America fra Argentina e Paraguay come miglior giocatore dell’incontro. Tuttavia il pareggio subito in extremis fece perdere le staffe all’asso argentino che, contrariato, preferì ritirarsi negli spogliatoi. Il gesto gli evitò la consegna del premio che fu assegnato al paraguaiano Nelson Haedo Valdez, autore di uno dei due goals della sua squadra.

Tuttavia il rifiuto non è passato inosservato agli organizzatori, che, secondo i media argentini, hanno deciso di sanzionare l’AFA, la federazione calcistica albiceleste, con una multa pari a ben 44.000 euro.

Nel match di stanotte allora, per evitare un’ulteriore sanzione, Leo Messi si è presentato regolarmente alla consegna del premio, posando, stavolta sorridente, effetto anche della vittoria per 1-0 della sua squadra.