Dal Qatar proposta indecente per Beckham

 

 

 

 

 

Nemmeno il tempo di godersi un pò di vacanza che già lo cercano. Vita dura quella del “povero” David Beckham, il quasi trentottenne ex di Real Madrid, Milan e Manchester United. Dopo aver terminato l’esperienza con i Los Angeles Galaxy poco più di un mese fa, lo Spice Boy potrebbe ripartire dal Qatar. Attualmente il piede destro più famoso d’Inghilterra è senza contratto, ma il Sun rivela che per lui sarebbe pronto un biennale da 20 milioni di sterline nell’emirato arabo. Il tabloid britannico, citando un’anonima fonte vicina agli ambienti della Qatar Stars League, spiega che Beckham è “l’unico in grado di rilanciare l’immagine del calcio in questo campionato”. Per lui sarebbe inoltre pronto un ruolo da ambasciatore per il Mondiale del 2022, in programma proprio nel paese del Medio Oriente. Un sogno da mille e una notte, insomma.

Del Piero-Sidney: fumata nera dal marketing. E’ già addio?

Credevano fosse amore, e invece…no, non era un calesse come il celebre titolo del film di Troisi, una questione di sponsor casomai. Che non sono arrivati. Il 28 febbraio scade l’opzione per il rinnovo del contratto di Alessandro Del Piero con il Sidney FC, e potrebbe non esserci il lieto fine.

ED ORA LA PUBBLICITA’ – Il divorzio anticipato tra Pinturicchio e gli Sky Blues potrebbe essere forzato da questi ultimi. Le prestazione dell’ex capitano della Juventus sono sì sopra la media dei compagni, ma il grande colpo di mercato non ha dato i frutti sperati sul piano del marketing. Gli sponsor non sono arrivati a pioggia come credeva la dirigenza del club. Alex e la famiglia stanno benissimo nella città australiana, anche se il giocatore gradirebbe una rosa un pò più competitiva. Quindi in apparenza Del Piero vorrebbe rimanere in Oceania ancora per un altro anno.

LARGO ALLE PRETENDENTI – In caso di separazione anticipata, il trentottenne di Conegliano avrebbe l’imbarazzo della scelta: le società che lo corteggiano non mancano, a partire dai L.A. Galaxy, passando per lo Shanghai Shenhua, fino ad arrivare ai thailandesi del Muangthong. Il futuro si deciderà tra poco più di un mese e mezzo, magari qualche grosso investitore si farà vivo, pur di non veder partire un giocatore di cotanta classe. Senza dubbio aiuterebbe una decisa risalita da parte del Sidney, ancora inchiodato sul fondo dell’A League, con la miseria di 14 punti.

Alex, sono loro che non ti meritano, non il contrario. Sponsor o non sponsor.

Moratti “copia” l’Aik Solna per il nuovo stadio dell’Inter

L’Inter ha deciso: il suo stadio di proprietà dovrà essere come quello dell’Aik Solna. Il club svedese, che ha da poco salutato il mitico impianto di Rasunda (dove si giocò la finale del mondiale 1958 tra Svezia e Brasile), ha già pronta l’avveneristica Friends Arena. Il presidente del Biscione Massimo Moratti, con il metro e la bolla in mano, vuole seguire la strada battuta dalla società di Stoccolma. Purché non debba montarsi i seggiolini da solo, in pieno stile Ikea.

SCAMBIO DI CORTESIE – Johan Strömberg, patron dell’Aik, è atteso in questi giorni a Milano, ospite della società nerazzurra. Lo stesso numero uno scandinavo ha dichiarato ad Fcinter1908.it: “Siamo stati contattati dall’Inter perché ha intenzione di costruire uno stadio di proprietà e sono interessati alla nostra Friends Arena. Andremo a Milano venerdì e ci fermeremo fino a domenica, seguiremo la gara con il Pescara e coglieremo l’occasione per imparare molto a livello di marketing. L’Inter su questo è un grande club.”

LEGGE SUGLI STADI SEMPRE FERMA – Moratti è rimasto davvero impressionato dal nuovo impianto della squadra di Strömberg, però è costretto a mordere il freno. La legge che permetterebbe alle società di casa nostra di avere una “casa per la squadra” tutta sua, è ancora al palo e certo non aiuta il vuoto legislativo attuale. Come ebbe a sottolineare Maurizio Beretta, presidente della Lega di Serie A, la legge va bene così com’è, ma il governo tecnico non l’ha mai presa in considerazione durante il suo breve mandato. Servirà quindi che chi verrà eletto prenda in mano la situazione, per portare finalmente il nostro calcio più vicino agli standard europei e permettere ai club di aumentare gli introiti.

 

Di Canio: “I miei soldi per aiutare lo Swindon Town”

Paolo Di Canio è stato sempre coerente con se stesso e con le proprie idee, anche nei momenti in cui esse gli hanno fatto compiere gesti in contrasto tra loro. Come quando spintonò e fece cadere un arbitro ai tempi del West Ham beccandosi un rosario di squalifiche. Oppure l’occasione in cui si prese applausi e riconoscimenti dal mondo sportivo tutto, per aver fermato un’azione d’attacco dei suoi dopo aver visto in area di rigore un avversario a terra. Sanguigno, buono e cattivo insieme. Mai banale.

SALVAGENTE ECONOMICO – L’ex calciatore della Lazio, romano de Roma, adesso è allenatore dello Swindon Town, formazione che milita in League One (la nostra Lega Pro). Ed è proprio in questa veste che continua a dar retta al proprio istinto: prima punisce il suo gruppo con allenamenti all’alba (causa scarso impegno e distrazione) poi lo difende e addirittura è pronto a metterci dei soldi. Il club versa in cattive acque, dal punto di vista economico, non ha il denaro necessario per trattenere tre pedine fondamentali. Infatti John Bostock farà ritorno al Tottenham, il compagno di reparto Danny Hollands al Charlton e l’attaccante Chris Martin al Norwich. I tre sono a fine prestito e per averli ancora a disposizione occorrono migliaia di sterline.

NIENTE CONTANTI NELLA BARA – Ed ecco pronta la soluzione del manager italiano: “Sono disposto a mettere 25-30 mila sterline e anche di più, per aiutare la società a non far partire questi giocatori. Sono convinto che con il gruppo che ho a disposizione arriverò a vincere il campionato, perciò farò di tutto per giungere al traguardo. Quando morirò sarò meno ricco, ma mi sarò  tolto la soddisfazione di conquistare qualcosa di importante con la squadra.”

Cuore vero. Giù il cappello.

Berlusconi chiude definitivamente le porte a Balotelli

Mancano ventitré giorni alla fine del mercato invernale, eppure la storia infinita del possibile passaggio di Mario Balotelli al Milan sembrerebbe chiusa. Il condizionale è d’obbligo, perché la pietra tombale sulla trattativa l’ha messa Silvio Berlusconi. Il cavaliere, si sa, ha la contraddizione nel sangue: due settimane prima di ingaggiare Ibrahimovic per esempio, il patron rossonero disse che nutriva dubbi sul carattere della punta svedese, chiudendo con la frase: “temo che possa creare problemi allo spogliatoio”.

In pratica ha utilizzato lo stesso concetto per Super Mario: “Nutro dubbi sulla sua affidabilità come uomo e non è mai stato nei miei pensieri. Si usa dire che una sola mela marcia sia in grado di guastare tutto il cesto e al Milan stiamo bene così.” Magari è pura strategia, magari no. Al di là delle dichiarazioni e delle manovre con cui Via Turati intende affrontare il futuro (“stiamo seguendo un centinaio di giovani per fare una squadra vincente che duri nel tempo”, ha aggiunto il presidente) in casa rossonera l’attaccante del Manchester City farebbe comodo. Il tanto acclamato Stile Milan, che è stato in grado di tenere a freno Ibra e pure Cassano, potrebbe fare miracoli anche con il Bad Boy. Ecco, appunto: giusto un miracolo.

19° turno Serie A: steccano Inter e Juventus, volano Lazio e Napoli

Sorprese a ripetizione nell’ultima giornata di andata della Serie A. La Sampdoria, reduce da una prima parte di stagione accidentata, ha trovato la forza di sovvertire i pronostici, ribaltando un risultato che sembrava già scritto. Allo Juventus Stadium gli uomini di Delio Rossi hanno saputo rimontare il vantaggio dei bianconeri (Giovinco su rigore) in inferiorità numerica per l’espulsione di Berardi. Il nuovo tecnico, subentrato a Ciro Ferrara, ha caricato al punto giusto i suoi, sfruttando la vena del baby attaccante argentino Icardi: doppietta per lui e 1-2 in cassaforte. Conte mastica amaro e incassa la terza sconfitta stagionale.

AQUILA SEMPRE PIU’ SU – Sorride quindi la Lazio che mantiene il secondo posto e si fa vedere negli specchietti della Vecchia Signora. Dopo la vittoria in rimonta di sabato sul Cagliari, il divario dai bianconeri è infatti sceso a soli 5 punti. Petkovic gongola anche perché i suoi allungano sulle dirette concorrenti per la Champions; l’Inter non digerisce il match delle 12 e 30 contro l’Udinese, incassando un sonoro 3-0 con doppietta del solito Di Natale. La Fiorentina invece stecca la prima del nuovo anno, cadendo in casa per mano di un cinico Pescara.

NAPOLI E MILAN AVANTI TUTTA – Torna il bel tempo anche su Napoli e Mazzarri può guardare di nuovo da vicino la vetta del campionato. Il secco 4-1 alla discontinua Roma di Zeman, consente agli azzurri di riacciuffare il terzo posto. Il San Paolo s’inchina al solito Edinson Cavani, che aggiunge una nuova tripletta alla propria collezione. Bene anche il Milan, almeno nel risultato, dato che la brillantezza e il gioco non si sono visti dalle parti di San Siro. Il 2-1 con cui i rossoneri hanno regolato il fanalino di coda Siena, permette ad Allegri di riavvicinare la Roma e di dimenticare il poker subito all’Olimpico prima delle feste.

LOTTA SALVEZZA – Sul fondo della classifica la lotta è aspra e serrata: oltre al già menzionato Pescara, torna a rialzare la testa il Genoa, vittorioso sul Bologna grazie alle due reti di Borriello. Il successo mancava al Ferraris dal 26 agosto e potrebbe essere un segnale importante in chiave salvezza. Ancora male il Palermo, vittima del buon Parma targato Donadoni. Ora la luce per Gasperini sembra davvero lontana.

RISULTATI 19° TURNO SERIE A: Catania-Torino 0-0, Lazio-Cagliari 2-1, Chievo-Atalanta 1-0, Fiorentina-Pescara 0-2, Genoa-Bologna 2-0, Juventus-Sampdoria 1-2, Milan-Siena 2-1, Parma-Palermo 2-1, Udinese-Inter 3-0, Napoli-Roma 4-1.

CLASSIFICA: Juventus 44 p.ti, Lazio 39, Napoli 37, Inter 35, Fiorentina 35, Roma 32, Milan 30, Parma 29, Udinese 27, Catania 26, Chievo 24, Atalanta 22, Torino 20, Sampdoria 20, Pescara 20, Bologna 18, Genoa 17, Cagliari 16, Palermo 15, Siena 11.

Jarvis del West Ham posa per una rivista gay: “Fate outing, vi sentirete liberi”

Sono passati ventitré anni da quando Justin  Fashanu (fratello del più famoso John) dichiarò la propria omosessualità. Era il 1990, l’opinione pubblica non era quella di adesso, più aperta ed emancipata. Tuttavia è dovuto passare così tanto tempo prima che un altro professionista del calcio, etero, spingesse i suoi colleghi a fare outing. Ci ha pensato Matt Jarvis, esterno ventiseienne del West Ham, che come cassa di risonanza ha scelto Attitude, nota rivista gay. Nel mondo del pallone il coming out è ancora tabù e Jarvis ha voluto lanciare la sua crociata contro l’omofobia: “Svelate la vostra omosessualità: nascondersi è un freno all’attività sulla quale ci si deve concenterare, quella agonistica.”

Jarvis è regolarmente sposato (con una donna) ed è il terzo giocatore, dopo Beckham e Ljungberg, ad essere immortalato sulla copertina della prestigiosa rivista. Il giocatore degli Hammers è sicuro che nel calcio gli omosessuali siano in molti: “Sono certo che ci sono diversi calciatori gay, è una cosa normalissima e che non deve sconvolgere. So che in molti sono combattuti sul fare outing o meno. Parlandone si scenderebbe in campo con meno preoccupazioni”.

Seedorf non appoggia Boateng: “Ha sbagliato”

L’eco dell’episodio razzista occorso ieri durante l’amichevole tra Pro Patria e Milan arriva fino al Brasile. Nel coro di chi si schiera accanto a Kevin Prince Boateng, vi sono molti personaggi di spicco del calcio: dal compagno di squadra El Shaarawy al presidente della Figc Giancarlo Abete. Ma un ex senatore rossonero, Clarence Seedorf, ha opinioni differenti.

BISOGNAVA SBATTERLI FUORI – Per l’attuale centrocampista del Botafogo è stato infatti un errore lasciare il campo: “Si dà un segnale, sicuramente. Però è già capitato più di una volta e non credo che cambi davvero le cose. Avrebbero dovuto identificare queste persone e buttarle fuori dallo stadio. Poi il 90% del pubblico avrebbe potuto godersi lo spettacolo”. L’ex numero 10 del Diavolo continua: “Stiamo dando importanza ad un piccolo gruppo che attraverso il proprio comportamento ha provocato tutto questo. Se Boateng fosse stato in grado di identificare come responsabile l’intera curva, allora si sarebbe dovuta sbattere fuori tutta la gente che la occupava. La questione dovrebbe essere gestita in questo modo”.

LA PARTITA VERRA’ RECUPERATA – L’olandese si unisce così alle critiche mosse dal sindaco di Busto Arsizio, Gianluigi Farioli, sempre all’indirizzo del ghanese ma per ragioni differenti. Secondo il primo cittadino bustocco, scagliare il pallone in tribuna a causa di cori razzisti è stato un gesto inappropriato. Al di là delle opinioni personali, la società di Via Turati ha fatto sapere che l’amichevole verrà recuperata. Questo al fine di accontentare quel 90% di pubblico di cui Seedorf parla. Ambrosini ieri ha dichiarato che non sarebbe giusto penalizzare tutti quei bambini e quelle persone intelligenti che hanno legittimamente pagato per godersi una giornata di festa.

Berlusconi rivela le strategie del Milan: “No Balotelli, Pato tornerà”

Approfittando della campagna elettorale, Silvio Berlusconi fa chiarezza sui piani di mercato del Milan. Nel suo tour radiofonico ha parlato a lungo di Pato, promettendo che tra un paio di stagioni lo si rivedrà vestire i colori rossoneri. Ha fatto il punto sui nomi più accostati a Milanello nelle ultime ore: “Se mi piacerebbe avere Destro? Sicuramente. Osvaldo e Drogba? Superano i limiti di età che ci siamo dati per formare una squadra di giovani. Balotelli? Non mi convince come uomo” (dopo l’ultima lite con Mancini lo convincerà ancora meno, ndr).

BRASILE ANDATE E RITORNO – Parlando delle partenze del Papero e di Robinho, il patron di Via Turati ha confermato cheGalliani è andato in Brasile per portare a casa soldi, non per spenderli. Pato ha detto che vuole rientrare a casa per uno o due anni, promettendoci di tornare poi al Milan e quindi stiamo cercando di piazzarlo alla prima squadra del Brasile, che è il Corinthians“.

MILAN GIOVANE PROIETTATO AL FUTURO – Cognomi illustri in entrata però non se ne vedono all’orizzonte: “Dopo un quarto di secolo in paradiso, tra caviale e champagne, ci prendiamo una pausa di 3 stagioni per costruire una squadra di giovani che possa andare avanti dieci anni e venga poi rafforzata con un grandissimo campione. Stiamo cercando le migliori promesse del mercato, ne abbiamo un centinaio sotto osservazione”.

 

Milan e Juve ancora in tandem: ora l’obiettivo è Osvaldo

Galliani e Marotta sembrano pedalare insieme verso gli stessi obiettivi di mercato. Il punto sarà capire chi sta sulla sella più avanzata. Anche se, a fine gennaio, tanta fatica potrebbe non servire a nessuno dei due. Si apre ufficialmente oggi la finestra del mercato di riparazione, eppure le manovre sotterranee di Milan e Juventus vanno avanti da tempo. Il traguardo da raggiungere è stato inizialmente Didier Drogba – e lo è ancora –  attualmente impiegato in Cina ma prossimo allo svincolo e molto interessato a sperimentare il nostro campionato. Ora i due club si danno battaglia per un altro attaccante, Osvaldo della Roma, sempre più ai ferri corti con il club capitolino.

PROSPETTIVA MILANISTA – I rossoneri hanno iniziato ad allacciare i rapporti con la società giallorossa, provando a buttare nei sondaggi  anche i nomi di Mattia Destro e del portiere Stekelenburg. Per il primo la risposta è stata immediatamente negativa, al contrario i guantoni dell’olandese (ultimamente costretti a ripetute panchine) potrebbero arrivare a Milanello entro breve. Per quanto riguarda l’italo argentino invece, qualche spiraglio sembra esserci: il bomber non si è presentato alla mini tournée americana, facendo infuriare Zeman; una volta atterrato a Fiumicino, due ore prima della squadra, Osvaldo si è trincerato dietro un secco no comment, ai giornalisti che gli chiedevano del proprio futuro a fianco di De Rossi e compagni.

PROSPETTIVA BIANCONERA – La Juventus opera parallelamente per battere sul tempo la concorrenza di ViaTurati, soprattutto perché il reparto avanzato bianconero rischia di perdere altri pezzi: metabolizzato lo stop di Bendtner, Conte rischia di dover rinunciare a lungo anche a Vucinic, alle prese con dolori insistenti ad un tendine d’Achille. Dalle parti di Vinovo c’è il rischio di farsi prendere dall’ossessione del bomber: è dall’estate che i vertici della Vecchia Signora tentano di arrivare alla figura di un attaccante di peso, in grado di garantire quei 15-20 gol in più, indispensabili sia in campo nazionale che europeo.