Van Basten: “Milan, sto studiando per la tua panchina”

Nemmeno il tempo di godersi il buon lavoro fatto da Allegri, capace di raddrizzare una barca messa male fino a qualche mese fa, che già spunta un nome eccellente per succedergli alla guida del Milan. Non c’è da stupirsi, un pò perché il calcio va così, un pò perché il nome in questione è quello di Marco Van Basten. Mica uno qualunque.

Il Cigno di Utrecht è attualmente alla guida dell’Heerenveen, in Eredivisie (il massimo campionato olandese) ma ha confessato ai microfoni di Sky che si sta preparando per poter allenare un giorno nel nostro campionato. E Dove? Ovviamente a Milano, sponda rossonera. L’ex bomber milanista non è mai stato dimenticato, dopo il prematuro ritiro a ventinove anni per colpa di una caviglia di cristallo è direttamente entrato nel mito. Spesso è stato accostato alla panchina del Milan, sovente molti hanno nutrito dubbi sulle sue reali capacità di mister. Un conto è essere un fenomeno in campo, un altro è saper leggere le gare da fuori.

I risultati hanno dato abbastanza ragione ai detrattori (specialmente come c.t. della Nazionale olandese Marco non ha raccolto nulla) ed è per questo che Van Basten ha ricominciato dalla gavetta: per essere un domani all’altezza di una piazza difficile. Magari proprio il suo grande amore italiano. Berlusconi e Galliani non hanno mai nascosto la loro predilezione per il tre volte Pallone d’Oro e forse il futuro celebrerà un nuovo-vecchio matrimonio tra le parti. Allegri permettendo.

Gascoigne e il problema alcol: sempre peggio

La situazione di Paul Gascoigne, ex stella del firmamento calcistico anni ’90, nonché beniamino della tifoseria laziale, continua a peggiorare. Il baratro della  dipendenza dall’alcol si è di nuovo spalancato sotto di lui. Dopo essere stato “pizzicato” completamente ubriaco ad una serata di beneficenza, Gazza è stato immortalato mentre fa pipì dentro un vaso da fiori, sul balcone del proprio appartamento, visibilmente barcollante ed instabile.

Anche il suo ex compagno di Nazionale Gary Lineker, oggi commentatore tv, ha parlato della situazione delicata di Paul: “Spero davvero che prima o poi possa trovare pace.” Da parte sua, Gascoigne ha lanciato un grido disperato: “Ho bisogno di aiuto, non riesco a smettere di bere.” Il rischio che la sua condizione possa peggiorare fino a conseguenze irreversibili è concreto. Lo spettro di George Best, ex fenomeno del Manchester United anni ’60 di Bobby Charlton, morto nel 2005 per problemi al fegato legati all’abuso di alcol, è più di un monito.

 

Il Milan si tiene stretto El Shaarawy (in attesa di Balotelli)

Finiranno per costruirgli una piramide dentro Milanello. Giusto per essere sicuri. La love story tra Stephan El Shaarawy e il Milan è destinata a durare ancora per un lustro almeno, poi si vedrà.

UN ACCORDO LISCIO COME L’OLIO – Adriano Galliani e Roberto Lo Florio, agente del giocatore, si siederanno ad un tavolo nei prossimi giorni per discutere il prolungamento che riguarda l’attaccante fino al 2018 (il massimo consentito in Italia). Discutere è una parola grossa, perché intoppi non se ne vedono all’orizzonte: innanzitutto il Faraone ha già subito un ritocco dell’ingaggio verso l’alto (da 600 mila euro ad 800 mila) non molto tempo fa; l’ulteriore rinnovo gil farà certamente superare il milione, anche se non si sa ancora di quanto. In aggiunta all’aspetto economico, il Milan e Allegri gli stanno dando grandissima fiducia, che lui ripaga con risultati, umiltà e costante impegno. Perché cambiare?

RESISTERE ALLA CONCORRENZA – La dirigenza di Via Turati è corsa ai ripari, fissando l’appuntamento con il manager del bomber, perché la concorrenza aveva iniziato ad essere concretamente pressante. Oltre al Psg, anche il Napoli si era fatto sotto, offrendo 30 milioni cash. Ma i progetti del Diavolo sono chiari: insistere con la linea giovane, per tornare entro un triennio ai vertici del calcio europeo. Se davvero arrivasse anche Balotelli, si formerebbe una coppia d’attacco potenzialmente fuori dal comune. E chissà mai che lo stile di vita di El Shaarawy, unito all’ambiente rossonero, non riescano a dare una bella raddrizzata al Bad Boy.

Juventus-Genoa: Conte e Marotta nel mirino della giustizia sportiva

Con tutta probabilità Antonio Conte si dovrà accomodare di nuovo nel suo box in tribuna. Viene da pensare che lo abbia persino arredato. Dopo la squalifica di quattro mesi già scontata infatti, è pronto un nuovo stop per il tecnico della Juventus. Le ragioni sono soltanto legate al campo questa volta e sono ancora calde. Dopo il rigore non dato dall’arbitro Guida in Juventus-Genoa (giocata sabato, ndr), l’allenatore pugliese ha alzato un pò troppo i toni delle proteste, ripetendo più volte “vergogna” all’indirizzo del direttore di gara. Probabile una sanzione di due turni per il mister.

Potrebbe andare peggio all’a.d. Marotta, reo di aver affermato che “Guida viene da Napoli, non poteva dirigere la Juve”. Frase ingiuriosa che presumibilmente gli costerà un deferimento. Gli animi si sono surriscaldati al punto che anche altri protagonisti del match potrebbero finire dietro la lavagna. Bonucci, Storari e Vucinic sono stati i più tarantolati al fischio finale, addirittura Chiellini è sceso dalle tribune per dare man forte ai suoi compagni.

Clima sereno. Alla faccia del fair play.

 

Steckelenburg ne ha per tutti: via dalla Roma entro gennaio?

Non bastano novanta minuti per rasserenare l’animo ferito di un portiere. Una lunga esclusione, per un ruolo così delicato, può far saltare i nervi. E’ quello che pare sia accaduto a Steckelenburg, ex numero uno della Roma, che pur con toni pacati ha iniziato a levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Pardon, dai guanti.

Innanzitutto non le ha mandate a dire al suo allenatore, Zeman. Attraverso il sito del suo Paese sport-promotion.zl ha fatto sapere la propria verità: “Non ho mai capito perché non sia più titolare. Non so su cosa dovrei lavorare per migliorare, anzi credo sia il mister a dovermi dire qualcosa.” Poi rincara la dose: “Non so perché ho perso la sua fiducia e non sono mai andato a parlare da lui. Certe situazioni non possono cambiare così in fretta.”

Il caso nasce tutto da un banale infortunio; il 31 ottobre scorso l’estremo difensore olandese si fa male a Parma, un problema al nervo di uno stinco non gli permette di spingere. Così nell’intervallo entra Goicoechea che, da quel momento, non lascerà i più i pali dei giallorossi (esclusa la Coppa Italia). Anche sul suo sostituto non è tenero: “Ho trovato inutile l’acquisto di Goicoechea ad agosto. Con Lobont e io c’era bisogno di un terzo?”.

Parliamoci chiaro: non stiamo disquisendo sul dualismo storico tra due leggende nel proprio ruolo. Questa è una normale rivalità che brucia sempre quello più vicino alla miccia (la panchina). Ma Steke stia pur tranquillo, il suo vice non è esattamente un fenomeno (vedi la rete subita nel derby da Candreva), perciò il posto da titolare lo potrebbe riconquistare in fretta. A meno di una clamorosa partenza dalla capitale. Destianzione: ignota.

Mercato Milan: solo 48 ore per Kakà e Balotelli a rate

Sono ore decisive in Via Turati. Il mirino dell’artiglieria (leggera) del Milan non si muove dai due obiettivi sensibili arcinoti: Ricardo Kakà e Mario Balotelli. Galliani e Paolillo stanno lavorando febbrilmente per arricchire la rosa di Allegri e tentare la scalata immediata ad un piazzamento Champions. Ma vista la scarsa disponibilità economica e il poco tempo a disposizione, la buona riuscita delle due trattative è ancora un’incognita.

IL PIU’ VICINO E’ KAKA’ – Non è un mistero che il brasiliano abbia lasciato un pezzo del proprio cuore a Milanello e che sia disposto a tutto pur di farvi ritorno. Non è un segreto nemmeno il fatto che Berlusconi consideri l’eventuale ritorno del figliol prodigo un sogno. Ma non si vive di solo amore e di aria. Il calciatore percepisce una cifra impraticabile per le casse dei rossoneri (10 milioni annui); si è detto disposto a decurtarsi parte dell’ingaggio, arrivando a circa 7,5 milioni. Il Milan ne mette sul piatto 5, il punto d’incontro potrebbe essere a metà strada e agevolato da qualche bonus. Per questo Paolillo lavora ai fianchi Bosco Leite, padre e procuratore del fantasista, mentre Galliani prosegue nell’opera di convincimento su Florentino Perez, patron dei Blancos. Il prestito lungo (due anni e mezzo) ed il nodo della fiscalità sono i punti cardine che possono mandare in porto l’affare o farlo saltare. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire da che parte tirerà il vento.

RATEIZZAZIONE PER BALO – Molto diverso il discorso per Mario Balotelli: il prezzo fissato dal Manchester City è vicino ai 37 milioni, cifra fuori portata per il Diavolo. In più va considerata la prelazione che l‘Inter potrebbe esercitare, a parità di soldi offerti, nei confronti del suo ex giocatore. Una cosa certa c’è: i Citizens non ne possono più di Super Mario, vorrebbero trovare il modo di “scaricarlo” senza perderci troppo. Galliani ha un’idea che gli frulla nella testa, praticabile se il club inglese abbassasse leggermente le pretese sul cartellino del bomber: un’acquisto a rate, in tutto sei. Questione poi di dettagli, ma l’eventuale proposta potrebbe improvvisamente avvicinare le parti.

Coppa Italia: Destro porta la Roma in semifinale

Mattia Destro si è ripreso la Roma. O forse è meglio dire che per la prima volta l’ha trascinata per mano, risultando finalmente decisivo. L’ex attaccante del Siena ha firmato la rete, nei tempi supplementari, che ha permesso alla banda di Zeman di affossare la Fiorentina (giunta al terzo ko consecutivo, tra campionato e coppa) e di conquistare un posto tra le prime quattro della competezione nazionale minore.

Adesso c’è l’Inter ad aspettare i giallorossi in semifinale, in una classica di Coppa Italia. La doppia sfida andrà in scena il 23 ed il 30 gennaio.

LA GARA – Se il match tra Inter e Bologna è stato scoppiettante e farcito di belle giocate, quella tra Roma e Fiorentina è invece risultata una partita ricca di errori. Entrambe le formazioni sono parse troppo lunghe sul terreno di gioco, cosa che non  ha certo fatto mancare le occasioni da rete, ma spesso queste sono nate da appoggi sbagliati in fase di impostazione. Complessivamente le palle gol migliori sono capitate sui piedi degli uomini di Montella (due pali e una traversa colpiti), ma la stoccata che ha spostato gli equilibri è arrivata dai padroni di casa: al minuto 6 del primo extra time, Destro trova la via del gol grazie ad una bella azione orchestrata da Bradley e Pjanic sulla fascia.

RISSA FINALE – Gli animi si surriscaldano e nel finale arriva la rissa: la Roma chiude in 9 contro 10, tre dunque i cartellini rossi estratti dal direttore di gara. Non un bello spot per il fair play, ma la posta in palio alta, il terreno pesante e la stanchezza possono essere considerate attenuanti. Montella ingoia perciò la terza sconfitta consecutiva, dopo quelle di campionato contro Pescara e Udinese. Ora per centrare un posto in Europa, ai viola resta soltanto la Serie A. Per la Roma l’obiettivo è conquistare un posto per la finalissima in programma all’Olimpico il prossimo 26 maggio. Chissà, forse potrebbe andare in scena un derby tutto da gustare, contro la Lazio impegnata nell’altra semifinale. Juventus permettendo.

Il Milan sulle tracce di Mourinho per sostituire Allegri

A tutto il popolo di fede interista potrebbe anche mancare un battito del cuore. Provate a domandare ad un qualunque tifoso dell’Inter come vedrebbe Mourinho sulla panchina del Milan. Insulti e impropèri vari a parte, la frase più gettonata potrebbe essere: “Josè ama l’Inter, non lo farebbe mai.” Certo fu lo stesso Special One a giurare che se fosse tornato mai in Italia, lo avrebbe fatto solo per allenare ancora il club di Moratti. Ma le cose cambiano, o possono cambiare…

SOGNO ROSSONERO – Nonostante gli attestati affettuosi di facciata verso Allegri, il Milan sembra si stia muovendo proprio per convincere il tecnico portoghese ad accasarsi a Milanello, anche se l’ostacolo del suo ingaggio non è un dettaglio di poco conto. Mou sa bene che il suo ciclo al Real Madrid è finito, a meno di miracoli da qui a maggio (leggi: vittoria Champions League); sa bene anche che le panchine più prestigiose d’Europa difficilmente si libereranno a giugno. Nella sua amata Inghilterra Wenger (Arsenal) e Ferguson (Manchester United) sono attaccati alla poltrona con la colla e Benitez (Chelsea) potrebbe convincere Abramovic a tenerlo un altro anno se conquistasse un posto tra le prime tre della Premier o vincesse qualcosa. Perciò, se anche Mancini (Manchester City) restasse in sella, l’ipotesi di star fermo un anno non allieterebbe l’uomo di Setubal.

IPOTESI PSG ANCORA VIVA? – Resterebbe l’alternativa degli sceicchi di Francia: spesso Mourinho è stato accostato alla panchina del Psg, soprattutto recentemente dato il clima non troppo amichevole nato intorno a Carlo Ancelotti. Tuttavia le voci d’oltralpe parlano di fiducia mai in discussione nei confronti dell’allenatore di Reggiolo. Dal momento che anche la nemesi di Mou, Guardiola, sembra aver scelto la collocazione dopo l’anno sabbatico (il Bayern Monaco), non resta che vedere se in Via Turati riusciranno a trovare i soldi per fare lo sgarbo del secolo ai cugini.

Non c’è pace per Marchisio: creata un’App per picchiarlo

 

 

 

 

 

Ovviamente la foto non è reale. Amici e genitori di Claudio Marchisio, esterno della Juventus e della Nazionale, possono stare tranquilli. L’immagine arriva da un’app creata da alcuni tifosi del Napoli, che proprio non hanno digerito le recenti esternazioni del giocatore sul club del loro cuore.

Nonostante le rettifiche di Marchisio, che nel programma tv Le Iene ha ribadito il tono sportivo della frase “provo antipatia per il Napoli”, questi sostenitori azzurri non si sono rasserenati. Lo dimostra innanzitutto il nome dell’applicazione, “Picchiamo Marchisio”. La speranza è che i telefonini di mezza Italia non si riempiano del volto tumefatto del giocatore. Per una semplice antipatia sportiva, sembra un pochino troppo.

 

Mercato italiano al ribasso: derby milanese anche per Schelotto

Senza nulla togliere al talento dei calciatori che animano i nostri campionati, basta uscire dai confini nazionali per capire qual’è la realtà. E la verità che ci si para innanzi è triste. Sappiamo bene quanto la legge sugli stadi di proprietà, se approvata, darebbe nel tempo linfa nuova alle casse dei club e la Juventus insegna. Soprattutto, questa linfa attirerebbe nuovamente i top player: ora come ora l’appeal della Serie A è pari a quella di un usato da rottamare. Ecco perché squadre blasonate come Inter, Milan e la stessa Juve si trovano quotidianamente a litigarsi gli “avanzi”.

Diavolo e Biscione, dopo essersi dati battaglia per l’ingaggio di Lodi (Catania) e Bellomo (Bari), tornano sul ring anche per Ezequiel Schelotto, esterno atalantino poco utilizzato ultimamente da Colantuono. Nelle scorse settimane era stata l’Inter la più vicina al giocatore argentino, ma la trattativa è stata frenata per diverse ragioni, una delle quali è sicuramente l’interesse del Milan. Galliani infatti si starebbe tutelando nel caso Abate partisse, destinazione lo Zenith di Spalletti. Ausilio e Branca hanno già masticato amaro per Saponara, promettente attaccante dell’Empoli, appena rilevato dai cugini e in arrivo a Milanello in estate. E’ perciò plausibile che Moratti farà fare i salti mortali ai suoi emissari, pur di battere la concorrenza sull’altra sponda del naviglio.

A parte la baby punta della squadra toscana, che giustifica la corsa per arrivare ad investire sul futuro, le lotte che riguardano gli altri giocatori sin qui elencati appaiono come l’accanimento per arrivare alla merce rimasta invenduta, dopo i saldi di stagione. Ripetiamo: senza nulla togliere al valore di questi atleti, il paragone con Drogba, Lampard e Balotelli (che se ne guardano bene dall’accasarsi nel Belpaese) restituisce l’immagine reale di quello che il nostro calcio è in questo momento storico. A voi la scelta degli aggettivi adeguati.