Focus sul… Cagliari

“Stadio senza pubblico? È una cosa surreale…”. Così tuona Diego Lopez, allenatore del Cagliari, subentrato con Ivo Pulga a un deludente Ficcadenti, nel dopo gara di Cagliari-Fiorentina. Sicuramente, la situazione odierna di classifica dei sardi non riflette il momento fuori dal campo: un presidente  che deve far fronte a problemi con la giustizia, a causa di uno stadio “in bilico” ogni domenica; due opzioni per le gare casalinghe: Trieste o Is Arenas a porte chiuse, con la variante di Parma, nel caso della gara contro la Juventus. A tutto questo trambusto, il Cagliari risponde con 22 punti su 33 disponibili, nelle 11 giornate del girone di ritorno, che proiettano i sardi in una posizione di tranquillità (38 punti e decimo posto in concomitanza col Parma), e a sole 2 lunghezze dalla tanto agognata quota salvezza. Paradossalmente, la situazione che si è venuta a creare ha giovato all’ambiente e compattato allenatori, giocatori, società e tifosi, tutti uniti intorno al Cagliari Calcio, riuscendo a tramutare la sofferenza e la delusione, in gioia sul campo. Grande peso ha avuto l’impatto di Diego Lopez, ora mister, ma fino a qualche anno fa capitano e pilastro degli isolani. Col suo ritiro, la fascia è passata nelle mani, o meglio, sul braccio di Daniele Conti, un romano naturalizzato sardo. E’ importante anche l’innesto di giovani come Murru (classe 94) e Del Fabro (classe 95) che hanno saputo farsi trovare pronti, quando chiamati in causa. Fenomenale il ritorno del figliol prodigo Sau, tornato alla casa madre dopo diversi anni, ma con una grande maturità, dovuta soprattutto alle esperienze di Castellamare di Stabia e Foggia. A dare uno scossone sono stati anche lo spirito di sacrificio e l’attaccamento alla maglia mostrato da Astori, Nainggolan e Pinilla, più volte segnalati con la valigia in mano. Inutile parlare del cuore dei sardi doc: Cossu e Pisano.

La stagione 2012/2013 sta per volgere al termine e l’augurio per il Cagliari è quello di trovare casa al più presto; l’obiettivo è preparare il campionato successivo con la consapevolezza di poter giocare in uno stadio, finalmente, pieno di tifosi, in grado di poter acquistare il biglietto dal lunedì, per la partita della domenica pomeriggio, con la certezza di sedersi sugli spalti per sostenere la propria squadra…perché alla fine, in tutto questo, chi ci rimette davvero… è il TIFOSO.

Alessandro Chessa

Hummels: possibile approdo a Barcellona

“Non abbiamo avuto alcun contatto con il club catalano. Ho letto anche io di queste voci, ma l’unica cosa che posso dire è che ogni calciatore sogna di giocare un giorno in un club come Barcellona o Manchester United. Questo però non vuol dire che lascerà a breve il Borussia Dortmund”. Queste le parole del padre e agente del maestoso centrale difensivo Mats Hummels. Il tedesco è nel mirino delle grandi d’ Europa, viste le sue spiccate qualità che ne fanno un pilastro della nazionale tedesca. 192cm x 88kg per il giocatore ex Bayern Monaco, classe ’86, con il vizio del gol. Sembra proprio la sua l’identikit per il dopo Puyol, ma non arrivano conferme…

Ma si sa…quando le trattative vengono smentite, un fondo di verità c’è sempre…

Alessandro Chessa

Fonte: (www.tuttomercatoweb.com)

Consigli scommesse: cosa aspettarsi dalla giornata 30?

ATALANTA-SAMPDORIA: scontro tra due squadre che, virtualmente, sono già salve. A rispettivamente 33 e 35 punti, e con ancora 9 gare da disputare, sembra proprio che bergamaschi e genovesi giocheranno nella massima serie anche la prossima stagione; senza “scannarsi”, e visto lo scontro diretto tra Genoa e Siena, ci si potrebbe accontentare di un pareggio. Esito consigliato: X

CAGLIARI-FIORENTINA: partita da tripla tra due team in salute; i sardi in casa, ultimamente, stanno facendo bene, la Viola, che in trasferta non ha un rullino di marcia entusiasmante, è però reduce dalla pesante vittoria all’Olimpico contro la Lazio; il pareggio non è da escludere. Ma visto il già citato stato di salute delle due squadre…Esito consigliato: GG

GENOA-SIENA: match delicatissimo per la permanenza in A; pareggio inutile a entrambe. Esito consigliato: 12 

INTER-JUVENTUS: sfida che ha sempre regalato grandi emozioni: in caso di vittoria, gli ospiti metterebbero una seria ipoteca sul tricolore; d’altro canto, l’Inter, in caso di sconfitta, si allontanerebbe ulteriormente dal terzo posto, e inoltre, infrangere (per lo meno momentaneamente) i sogni scudetto della Juventus non avrebbe prezzo. Ma visto il margine di vantaggio della Juventus sul Napoli secondo, e l’imminente quarto di Champions in Baviera…Esito consigliato: 1X

LAZIO-CATANIA: biancocelesti in corsa su più fronti, etnei rivelazione del campionato: si prospetta una sfida a grandi livelli. La Lazio è reduce da 3 sconfitte consecutive in campionato e deve riprendersi per sperare nel tanto agognato piazzamento champions, il Catania, in trasferta, non entusiasma come al Massimino…Esito consigliato: 1

PALERMO-ROMA: siciliani in crisi nera, il presagio della cadetteria è sempre più vicino; Roma, rivitalizzata dalla cura Andreazzoli in cerca di punti pesanti; la sfida potrebbe regalare una valanga di reti. Esito consigliato: Over 2.5

PARMA-PESCARA: due squadre non al meglio; nelle ultime 5 giornate: 5 sconfitte per gli abruzzesi, 4 per i parmensi. Questi ultimi hanno però la (quasi) certezza della salvezza, e una rosa nettamente superiore a quella degli avversari…ma non sono esclusi colpi di scena…Esito consigliato: 12

UDINESE-BOLOGNA: sfida quasi ad armi pari; i friulani vantano 6 punti in più dei bolognesi, che dalla loro, hanno un migliore stato di condizione. Esito consigliato: Under 2.5

CHIEVO-MILAN: rossoneri alla caccia di punti per agguantare il Napoli; i veronesi devono gestire in 9 giornate i 10 punti di vantaggio sulla zona calda e l’obiettivo sembra alla portata. Per maggior motivazioni: Esito consigliato: 2

TORINO-NAPOLI: i piemontesi godono di una tranquilla posizione di classifica; i napoletani, che sono tornati alla vittoria proprio nell’ultimo match contro l’Atalanta, cercano la riconferma. Ci si aspetta una partita molto tattica in cui le due squadre si temono. Esito consigliato: Under 2.5

Alessandro Chessa

 

Uefa Champions League: Juventus-Chelsea 3-0

Partita della verità tra due squadre che quest’anno, in Champions, non hanno trovato una vera e propria identità. Lo spartiacque è il match dello Juventus Stadium; chi vincerà potrà ipotecare il passaggio del turno, chi perderà avrà come ultima spiaggia, il prossimo incontro del girone; il pareggio non è preso in considerazione da nessuno dei due team.

Juventus che schiera la sua formazione tipo con: Buffon tra i pali; difesa classica con Barzagli, Bonucci e Chiellini; Asamoah e Lichtsteiner a presidiare le fasce; a centrocampo il trio ormai collaudato Marchisio-Pirlo-Vidal; davanti la coppia Vucinic-Quagliarella.

Il Chelsea risponde con una formazione più difensiva del previsto: Cech in porta; difesa con David Luiz, Cahill e Ivanovic centrali, supportati da Azpilicueta e Cole sui settori rispettivamente destro e sinistro; in mediana Ramires e Mikel; in attacco il tridente leggero ma di qualità formato da Oscar, Hazard e Mata pronti a non dare riferimento alcuno alla difesa bianconera.

Pronti via e la Juventus sfiora subito il gol con Lichtsteiner; un minuto dopo risponde il Chelsea con Ivanovic con un tiro che non inquadra la porta. Al quarto d’ora, Marchisio riscalda le mani del portiere ceco grazie a una conclusione da posizione leggermente defilata. Otto minuti dopo Vucinic rincara la dose con un tiro che non coglie Cech impreparato. 25′ e la Juventus si riaffaccia nei pressi dell’area degli ospiti con una punizione rasoterra di Pirlo; ma il portiere degli ospiti è ancora una volta attento. Alla mezz’ora i Blues battono un colpo: Oscar serve Ramires che spreca tutto calciando alto sopra la traversa. Due minuti più tardi, invece, una combinazione Marchisio-Vucinic-Lichtsteiner non porta i frutti sperati. Al 35′ Ramires ricambia il favore a Oscar mettendolo in condizione di calciare a rete, ma il brasiliano sbaglia tirando il pallone addosso a una selva di gambe juventine. Il 38′ è il minuto della svolta: una botta, senza pretese, di Pirlo dalla trequarti coglie la deviazione vincente di Quagliarella che insacca alle spalle di Cech; 1-0 Juventus. Palla al centro e  i padroni di casa sfiorano il bis con Lichtsteiner, ma Cole compie un salvataggio sulla linea di porta. Capovolgimento di fronte e i Blues provano a cogliere la difesa bianconera disattenta ma Buffon è bravo a intervenire su Mata. Al 44′ Oscar si va ancora una volta vivo dalle parti di Buffon, ma il suo tiro finisce alto. Il primo tempo termina col parziale di 1-0.

La seconda frazione di gara si apre con Vidal che al 49′ impegna Cech. Un minuto dopo Chiellini compie un brutto intervento su Mata al limite dell’area; è lo stesso spagnolo che si appresta a calciare la punizione, ma la palla si infrange sulla barriera. Al 57′ è ancora Quagliarella a cercare fortuna, ma il portiere londinese non si fa sorprendere. Due minuti dopo la situazione si ripete, ma,  questa volta, l’attaccante bianconero non indovina la porta. Al quarto d’ora della ripresa Di Matteo prova a dare una scossa ai suoi inserendo Moses per Azpilicueta; ma la situazione non muta, anzi è la Juventus a trovare la rete del 2-0 un minuto dopo, con un’azione che si sviluppa da destra verso il centro e che vede protagonisti l’autore del gol del vantaggio che serve in profondità Asamoah, il quale con un  passaggio arretrato, diretto al limite dell’area di rigore del Chelsea, trova la corrente Vidal che con una botta infila la palla alle spalle di Cech; 2-0. Dieci minuti dopo, il mister dei Blues tenta la mossa della disperazione mettendo sul terreno di gioco anche il Nino Torres per Obi Mikel; ma è sempre la Juventus a spingersi in avanti per provare a chiudere ulteriormente il match. Minuto 74: Caceres (subentrato a Lichtsteiner) fornisce un assist delizioso a Vucinic che, anziché finalizzare il rigore in movimento, spedisce il virtuale 3-0 sopra la traversa. Al 77′ David Luiz prova un’improbabile conclusione dai 35 metri che ha stessa fortuna del tiro di Vucinic di 3 minuti prima. Ma la fotografia della partita dei Blues la si ha quando a sei minuti dal 90′ Oscar si incarta sul pallone nei pressi dell’area bianconera, presidiata da un inoperoso Buffon. A rovinare la festa juventina ci pensa Marchisio, che diffidato, si fa ammonire, saltando così la partita di Donetsk. Ma non è finita, perché durante l’extra-time Giovinco (sceso in campo in sostituzione di Vucinic) sigla la rete del definitivo 3-0 sorprendendo Cech in uscita, con un tocco delizioso.

In virtù della vittoria per 5-2, ottenuta dallo Shaktar a Copenaghen contro il Nordsjaelland, la classifica del girone, alla quinta giornata, si delinea così:

Shaktar            10 (già qualificato agli ottavi)

Juventus            9

Chelsea             7

Nordsjaelland    1

Alessandro Chessa

Ai blues il derby londinese: Tottenham superato 4-2

Blues ancora imbattuti: 7 vittorie e un pari il rullino di marcia degli uomini di Di Matteo nelle prime 8 partite di Premier League. Sembra essere il Chelsea la squadra da battere…in attesa delle partite dei due Manchester, secondi a 15punti, sono anche 7 i punti di vantaggio sui diretti avversari. Derby caldo e combattuto a livello agonistico che vede terminare la prima frazione di gara col vantaggio della capolista grazie a un gol di Cahill al 17′. Sono cinque invece gli ammoniti alla fine della prima parte di gara: Huddlestone, Gallas e Walker per gli Spurs, Ivanovic e Ramires per i Blues. Ma è nella ripresa che il match dà il meglio di sè; Gallas e Defoe capovolgono il risultato, al 66′ Mata pareggia e al 69′ lo stesso spagnolo firma la rete che vale il 3a2. Forcing finale dei padroni di casa che però al 90′ subiscono il gol del definitivo 4a2 firmato Sturridge. Chelsea sempre più capolista, Tottenham fermo a 14 punti.

Alessandro Chessa

I giovani nel calcio italiano: risorsa o ancora di salvezza?

Sono ormai diversi anni che il calcio italiano non ricopre un ruolo di prim’ordine. Nel Ranking Uefa si rischia di scivolare ancora più in basso, addirittura alle spalle di Francia e Portogallo, nazioni in cui il livello qualitativo dei team che affrontano il campionato, fino a qualche anno fa, lasciava molto a desiderare. Oggi le cose son cambiate: in Francia, il PSG di Ancelotti e Leonardo fa ben sperare; il Portogallo, invece, presenta, periodicamente, squadre come Benfica, Porto, Sporting Lisbona e ultimamente lo Sporting Braga che tanto bene fanno nelle competizioni continentali, in particolare in Europa League. Sono ben lontani gli anni in cui l’Italia presentava tre squadre su quattro in semifinale di Champions (vedasi la stagione 2002/2003). Da qui, si pone un problema: è il calcio italiano che durante gli ultimi anni ha perso il suo prestigio o sono gli altri Paesi europei ad essersi rimboccati le maniche per dar modo alle loro squadre di essere più competitive? La risposta è da ricercare in entrambi i quesiti. Dunque, da dove ripartire ? La risposta sembra essere scontata: dai giovani talenti italiani, che sembrano essere diventati l’ultimo baluardo e l’unica ancora di salvezza a cui aggrapparsi per risolvere questi problemi, anziché che essere una ulteriore risorsa da cui i club possano attingere per migliorare la qualità delle loro rose. Di fronte anche ad un Fair Play Finanziario imminente, questi anni sembrano rappresentare un punto di svolta per l’Italia calcistica, tanto che diversi talentini possono essere anche considerati i cardini di squadre di prima fascia come Milan e Roma per esempio. La lista è lunga, ma citare quelli che ultimamente si sono messi maggiormente in mostra è doveroso. Partiamo proprio dai due club citati precedentemente. I rossoneri propongono in pianta stabile, da inizio campionato, due giocatori classe 92: El Shaarawi e De Sciglio; il primo ha sovvertito le gerarchie offensive del diavolo, complici gli infortuni di Robinho e Pato; ma nonostante il loro imminente ritorno in campo, togliere il Faraone in questo momento d’oro pare una follia. Il terzino, invece, gode di piena fiducia; partito come riserva di Abate ha conquistato un posto sulla fascia sinistra grazie alla sua duttilità tattica, ma è stato preferito, in qualche occasione, anche allo stesso Abate nel ruolo di esterno basso. Per quanto riguarda la Roma, grazie soprattutto a Zeman, che fa completo affidamento sui giovani, sono tanti i volti nuovi; uno su tutti Alessandro Florenzi, reduce da una straordinaria annata a Crotone, maglia con la quale ha siglato undici reti. Ma ciò che colpisce di questo giocatore classe 91 è, oltre al misto di qualità e quantità che lo caratterizza, la voglia e l’impegno che mette in campo. Degna di nota anche la ciliegina sulla torta del mercato giallorosso: Mattia Destro, che malgrado un inizio un po’ difficile, saprà sicuramente riprendersi, perché quello che ha dimostrato di saper fare lo scorso anno a Siena non può essere un caso. Oltre a questi quattro, il campionato può vantare la presenza di altre piacevoli scoperte; la Juventus, ad esempio, ha messo in luce Luca Marrone, capace di fare il centrocampista centrale (suo ruolo naturale), e riscoperto da Conte centrale di difesa a tre, importante sia in fase di copertura che in fase di costruzione. Come non citare il trio delle meraviglie pescaresi dello scorso anno Verratti-Insigne-Immobile; il primo ha vantato le attenzioni, durante la sessione estiva di mercato, dei più importanti club italiani, ma alla fine ha scelto, causa la mancata concretezza di offerte vere e proprie, l’avventura francese parigina. Insigne sembra, almeno inizialmente, aver fatto dimenticare la partenza di Lavezzi. Immobile è diventato un punto stabile dell’attacco genoano. Genoani che inoltre posso trarre beneficio dalle prestazioni del giovane esterno difensivo classe 92 Mario Sampirisi, entrato la scorsa stagione in prima squadra in punta di piedi; quest’anno,  complice la partenza di Mesto, sembra aver convinto De Canio nel ruolo di terzino destro titolare. Questi sono solo alcuni dei pezzi pregiati del nostro calcio; volendone citare altri si potrebbe far riferimento agli atalantini Giuseppe De Luca, attaccante nato nel 91, che la scorsa stagione si è ritagliato un posto nel cuore dei tifosi varesini, o Giacomo Bonaventura (quest’anno per lui dovrebbe essere quello della consacrazione nel grande calcio). Ogbonna, centrale granata e azzurro, cercato in estate da un team prestigioso come quello del Manchester United, che continua a monitorarlo. Anche Caprari, sembra aver trovato la sua dimensione a Pescara, e Fabbrini, che a Udine ha saputo guadagnarsi uno spazio importante, è molto considerato da Guidolin. Ma anche nella serie cadetta, la consistenza di giovani promettenti è considerevole; infatti, in questo inizio di stagione quelli che maggiormente si sono messi in mostra sono: Viviani, centrocampista del Padova, scuola Roma, Leonardo Pavoletti, centravanti del Sassuolo capolista, Bellomo centrocampista tutto-campo del Bari e Siligardi nuovo bomber del Livorno. Altri giovani ci sono sfuggiti, per lo meno temporaneamente; è il caso di Samuele Longo, attaccante interista accasatosi (in prestito) in Spagna, a Barcellona sponda Espanyol e autore di due reti in tre partite giocate. Insomma, non si può dire che il calcio italiano sia in cattive mani, ma sapranno i club nostrani valorizzare al meglio questi baby-talenti? Ai posteri l’ardua sentenza…

Alessandro Chessa

Fiorentina-Juventus? Non una sfida qualunque…

Fiorentina-Juventus, il match clou valido per quinta giornata di Serie A della stagione 2012/2013 è già cominciato! E’ risaputo che le due tifoserie non si sopportano, ma ora che ci sono di mezzo anche anche le dirigenze di entrambe le società, la sfida è più calda che mai.

Le origini di quest’odio, puramente calcistico, si radicano nel trasferimento del “Codin Divino”, Roberto Baggio dalla squadra viola al team piemontese; passaggio che avvenne nell’estate del 1990, segnando così una profonda frattura tra le due compagini. In un breve, provocatorio, ma incisivo articolo, che altro non è che una lista di quindici motivi per cui non tifare Juventus,  Stefano Cecchi (La Nazione), scrive testuali parole : “Perché quando gli Agnelli si portarono Baggio a Torino si provò la stessa sensazione di quando Napoleone spedì a Parigi il Leone di San Marco o di quando i tedeschi volevano portarsi via l’Annunciazione del Beato Angelico. Un furto d’arte generato dal capriccio del Potere“. (http://www.fiorentina.it/notizia.asp?IDNotizia=95075). Lista di motivazioni, stilata poco di meno di un anno fa, a dimostrazione del fatto che, ancora, dopo circa vent’anni di altro non si parla che di questo avvenimento calcistico-storico, quando si è di fronte al binomio “Fiorentina-Juventus”.

Ma senza andare troppo lontano nel tempo, a rincarare la dose ci hanno pensato le dirigenze delle due squadre. Poco meno di un mese fa, a gettare benzina sul fuoco è stato il trio Pradè-Marotta-Berbatov. La viola, alla ricerca di un attaccante di qualità e quantità, negli ultimi giorni di mercato, si decise a lanciare un assalto all’esperto centravanti del Manchester United, Dimitar Berbatov, in rotta con Ferguson e in procinto di lasciare i Red Devils. Ma nel momento in cui la punta avrebbe accettato l’offerta dei toscani, una chiamata di Marotta convinse il bulgaro a scegliere Torino come sua destinazione finale, cambiando così la “rotta dell’aereo” per Firenze (pagato da Della Valle), e sostituendo l’ex capitale del Regno d’Italia col capoluogo piemontese. Ma un’ ulteriore allettante proposta, proveniente da Londra, sponda Fulham, fece cambiare al giocatore la terza squadra in meno di ventiquattr’ore.

Avversione che, quindi, si individua nelle tifoserie, nelle dirigenze e ora anche nel campo, in quanto le due squadre sono, attualmente, tra le più in forma del campionato. Una Juventus alla ricerca della quinta vittoria consecutiva, una Fiorentina che, finalmente, dopo qualche estenuante anno di transizione, è pronta per tornare alla ribalta in una Serie A divenuta a tinte bianconere. Alle 20.45, l’Artemio Franchi sarà una bolgia: riuscirà la Fiorentina a fermare una Juventus sempre più leader del campionato?

Alessandro Chessa

 

 

Serie A: Bianconero-Milano 2-0

Weekend a tinte bianconere: dopo la vittoria della Juventus nell’anticipo di sabato, durante la domenica di A, di vitale importanza i successi del Siena, che si impone a San Siro contro l’Inter per 2a0, e dell’Udinese che trova la prima vittoria in campionato (2-1), contro un Milan sempre più allo sbaraglio. Al Friuli il risulato viene sbloccato dalla nuova scoperta d’attacco targata Pozzo: Ranegie, che al 40′ con un colpo di testa che anticipa Abbiati, porta in vantaggio la banda Guidolin. Nella ripresa, dopo soli nove minuti, il Milan giunge al pareggio con gran gol di El Shaarawi ben servito da Pazzini. Ma al 67′ Zapata commette un ingenuo fallo da ultimo uomo all’interno dell’area rossonera, con conseguente espulsione e rigore per i friulani; rigore realizzato da Totò Di Natale. A peggiorare la situazione l’espulsione anche di Boateng per doppia ammonizione. L’Inter è invece protagonista di un’ennesima disfatta davanti al suo pubblico. Un super Pegolo nel primo tempo e uno sterile possesso palla nel secondo non permettono ai ragazzi di Stramaccioni di timbrare la prima vittoria stagionale a San Siro. Siena che invece si dimostra squadra, si difende in modo compatto ed è cinico sfruttando gli unici due contropiedi della seconda frazione di gara, realizzando due bei gol con Vergassola e Valiani.

Il lunch-time vede sfidarsi al Marassi due neopromosse: Sampdoria e Torino che concludono il match con un pareggio per 1a1; a realizzare le marcature sono Bianchi  Pozzi, entrambi andati a segno su rigore.

Nelle altre partite del pomeriggio un Bologna sprecone pareggia in casa contro l’altra neopromossa Pescara. Al 9′ Gilardino sblocca il risulato siglando la sua terza rete in questo campionato, dopo la doppietta di Roma. Al 40′ Quintero rimette in equilibrio il risulato con una magistrale punizione. Diamanti fallisce un rigore al minuto 65. A Bergamo vittoria di misura per i neroazzurri contro il Palermo del nuovo allenatore Gasperini. Raimondi il marcatore. A Catania, invece, vanno in scena i padroni di casa contrapposti al Napoli. Pronti via e gli etnei restano in 10 a causa di un fallo di Alvarez che ferma Cavani lanciato a rete. Ma nonostante tutto, i catanesi reggono l’impatto e, anzi, sono loro ad andare vicini al vantaggio nel finale con Gomez che al minuto 89 coglie un palo.

In attesa del posticipo dell’Olimpico (Lazio-Genoa) è la Juventus a guidare la classifica a punteggio pieno; in coda il Siena centra tre preziosi punti che lo rimettono in carreggiata.

Alessandro Chessa

Giocatori alla ribalta: Leonardo Pavoletti

Un nome da artista, un cognome anonimo, per lo meno per ora. Stiamo parlando di Leonardo Pavoletti, numero 8 del Sassuolo e piacevole scoperta della cadetteria. 186 cm x 78 kg per l’ attaccante emiliano che inizia la sua carriera professionistica tra i dilettanti dell’Armando Picchi, con i quali realizza 16 reti in 59 presenze. Poi il salto di qualità: le esperienze in C2 a Viareggio (2008/2009) e Pavia (2009/2010) dove, però, in quanto a realizzazioni non supera la doppia cifra (rispettivamente 7 e 9 gol). Seguono, nella stagione 2010/2011, sei mesi di sofferenza a Castellammare di Stabia in C1 durante i quali Pavoletti “raccoglie” solamente 7 presenze e nessuna marcatura. Così, la seconda parte della stagione scende di categoria, e viene accolto al Casale Calcio, squadra con la quale timbra tre volte il tabellino, in undici uscite. Poi l’anno della consacrazione: stagione 2011/2012 Pavoletti si accasa alla Virtus Lanciano in Lega Pro. Gioca 33 partite e ripaga la fiducia di mister Gautieri segnando ben 15 reti, contribuendo in maniera consistente alla promozione degli abruzzesi in Serie B. Ora, l’avventura a Sassuolo.

Le cinque reti in quattro incontri giocati sono il biglietto da visita del livornese, classe 88. E’ lui il prescelto per il dopo Sansone. Gli basta una mezz’ora di gioco nella prima uscita dei nero-verdi, contro il Cesena, per presentarsi ai suoi tifosi. Cinque giorni dopo la seconda rete contro il Crotone, e infine, la tripletta contro l’Empoli. Il giovane ha il compito di portare il Sassuolo ai vertici della classifica, per sognare quella Serie A, sfumata la scorsa stagione dopo l’eliminazione al primo turno dei play-off contro la Sampdoria. Se questa è solo la premessa, il proseguimento del campionato promette fuochi d’artificio per il bomber toscano.

Questo è l’anno della consacrazione per lui, quello che dirà a tutti chi è Leonardo Pavoletti e cosa il futuro calcistico gli riserverà…sarà il suo trampolino di lancio? Oppure la punta livornese sarà l’ennesimo fuoco di paglia di un calcio italiano sempre più alla deriva?

Alessandro Chessa

Primo giovedì di Europa League per le italiane

Inizia l’avventura italiana in Europa League per Udinese, Napoli, Inter e Lazio; bilancio, tutto sommato positivo: tre pareggi e una vittoria. Positivo non tanto per i risultati quanto per la determinazione messa in campo e la voglia di giocarsela fino alla fine.

Le ore 19 segnano il calcio di inizio per il Napoli e per l’Udinese. I partenopei ospitano l’AIK Stockholm e come da pronostico non hanno difficoltà a sbarazzarsi degli svedesi, seppur mettendo in campo le seconde linee. Segnali positivi da Edu Vargas, autore di una tripletta (6′ 46′ 69′), sostituito tra gli applausi del San Paolo al minuto 80. Il risultato diviene più rotondo al 91′ quando Dzemaili sigla la rete del definitvo 4-0. Unica nota stonata della serata l’espulsione di Hamsik. Al Friuli, invece, una Udinese un po’ rimaneggiata deve arginare l’Anzhi di Eto’o, squadra “spauracchio” di un girone di ferro che comprende anche Young Boys e Liverpool, che, per la cronaca, terminano il loro incontro con un rocambolesco 5-3 in favore dei Reds. Al 44′ del primo tempo Traorè porta in vantaggio i russi; il portiere bianconero Padelli non è esente da colpe. Nella ripresa gli ingressi in campo di Basta e Di Natale vivacizzano l’Udinese, che coglie il gol del pari nel recupero proprio grazie al suo capitano.

Ore 21.05: Inter-Rubin Kazan e Tottenham-Lazio. I nerazzuri hanno il “dovere” di sfatare il tabù San Siro che non è stato ancora il palcoscenico di vittorie da parte non solo dell’Inter, ma anche del Milan. Il 17′ è un minuto cruciale: ingenuo fallo di Jonathan in area di rigore e concessione da parte dell’arbitro della massima punizione per i russi. Handanovic non smentisce la sua fama di para-rigori neutralizzando il penalty di Natcho, ma sulla respinta il più lesto di tutti è Ryazantsev che segna l’1-0 ospite. Livaja, all’esordio da titolare, ristabilisce la parità al 39′ grazie a un pregevole assist di Cambiasso, innescato a sua volta da Cassano. Nel secondo tempo partita bloccata, ma proprio nel momento in cui l’Inter sembra crederci di più, arriva il gol di Rondon (84′), che sfrutta un errore di Ranocchia, autore fino a quel momento di una buona gara. Inter che raggiunge il pari nel recupero grazie a un gol da attaccante di razza del terzino Nagatomo. A Londra la Lazio affronta il Tottenham; gli Hotspurs recriminano, nella prima frazione di gara, per un gol annullato ingiustamente a Dempsey, che avrebbe potuto incanalare la partita su binari diversi. Sempre nei primi 45 minuti la Lazio colpisce una traversa con Gonzalez. Nel secondo tempo gli uomini di Petkovic abbassano il baricentro e giocano, di conseguenza, un match più difensivo. Altra rete annullata ai londinesi; Caulker indirizza, con un colpo di testa, la palla alla destra di Marchetti, ma è reo, secondo l’arbitro, di aver commesso un fallo in attacco. Lazio che dimostra grande carattere, resta unita e tenta qualche ripartenza nel finale, ma alla fine dei 90 minuti il risultato è un prezioso 0a0.

Alessandro Chessa